Sicurezza

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Sicurezza:
In Bhutan non vi sono, al momento, rappresentanze diplomatico/consolari italiane, né di altri Paesi UE a cui ci si possa rivolgere per ricevere assistenza in casi di emergenza o di crisi. In caso di necessità i connazionali devono prendere contatto con il Consolato Generale d’Italia a Calcutta (India) o con l’Ambasciata d’Italia a New Delhi (India). La notevole distanza rende più difficoltoso un immediato intervento. Il Bhutan ha avviato un processo di democratizzazione. Il 24 marzo 2008 infatti si sono svolte per la prima volta le elezioni parlamentari ed il 10 aprile è stata annunciata la formazione del nuovo governo.  A fronte di questi sviluppi positivi, si devono tuttavia registrare alcuni episodi di violenza che, anche se di secondaria entità, vanno comunque tenuti in considerazione. Nel gennaio 2008 si sono registrati, quasi in contemporanea, quattro attentati in altrettante località (oltre che nella capitale Thimpu, nei distretti di Gedu, Samtse e Dagana), che hanno provocato un ferito e limitati danni materiali.
 
Zone a rischio:
Le zone sud-orientali del Paese, al confine con l'India (Assam), sono conosciute per essere state nel recente passato aree di attività e campi di addestramento di alcuni movimenti insurrezionali indiani.
La Tourism Authority of Bhutan, su indicazione del Ministero dell’Interno (Ministry of Home Affairs), individua periodicamente le aree vietate al turismo; in genere si tratta di alcuni monasteri buddhisti situati a nord di Thimpu e di alcune aree di trekking, a nord verso la Cina, per visitare i quali occorre munirsi di permessi speciali rilasciati dal Ministry of Home Affairs. Si consiglia di registrare i dati relativi al viaggio che si intende effettuare nel Paese sul sito: www.dovesiamonelmondo.it
 
Normativa prevista per uso e/o spaccio di droghe (leggere o pesanti):
Il consumo ed il traffico di sostanze stupefacenti è perseguito con particolare severità dalle autorità locali.
 
Normativa locale prevista per abusi sessuali o violenze contro i minori:
Va ricordato che coloro che commettono all’estero reati contro i minori (abusi sessuali, sfruttamento, prostituzione)vengono perseguiti al loro rientro in Italia sulla base delle leggi in vigore nel nostro Paese.