Forma di governo ed Economia
Nel Bhutan la Monarchia assoluta ha lasciato il posto, nell’ultimo anno, ad una Monarchia parlamentale, con la presenza di un’Assemblea Nazionale (Tshogdu) che è composta da 154 membri, 105 eletti tramite elezioni che si tengono nei vari villaggi, 12 quali rappresentanti dei corpi religiosi e 37 designati dal re per rappresentare il governo e gli interessi dello Stato. Una riforma del 1998 ha dato all'Assemblea Nazionale l'autorità di rimuovere il re se in possesso dei 2/3 dei voti favorevoli. Nel 2005 è stato ufficializzato il progetto di una Carta Costituzionale del Bhutan e nel 2008 hanno avuto luogo le prime elezioni legislative del Paese. Il Re è il Capo dello Stato ed il Governo è eletto dal Parlamento ogni 5 anni.
Dal punto di vista amministrativo, si contano 20 distretti. Le unità amministrative sono dette “Dzongkhag”. Gli Dzongkhag più vasti sono a loro volta suddivisi in sub-distretti chiamati dungkhag. I villaggi sono raggruppati in unità chiamate “gewog” e amministrate dal “gup” che viene eletto dal popolo. I Distretti sono:
- Chukha (anticamente chiamato Chhukha)
- Dagana
- Gasa
- Haa
- Lhuntse (anticamente chiamato Lhuntshi)
- Mongar
- Paro
- Pemagatshel (anticamente chiamato Pemagatsel)
- Punakha
- Samdrup Jongkhar
- Samtse (anticamente chiamato Samchi)
- Sarpang
- Thimphu
- Trashigang (anticamente chiamato Tashigang)
- Trashiyangste
- Trongsa (anticamente chiamato Tongsa)
- Tsirang (anticamente chiamato Chirang)
- Wangdue Phodrang (anticamente chiamato Wangdi Phodrang)
- Zhemgang (anticamente chiamato Shemgang)
- Bumthang
La Monarchia nacque nel 1907 con la dinastia dei Wangchuck, attualmente al suo quinto re in carica:
- Re Ugyen Wangchuck (1907-1926)
- Re Jigme Wangchuck (1926-1952)
- Re Jigme Dorji Wangchuck (1952-1972)
- Re Jigme Singye Wangchuck (1972-2006)
- Re Jigme Khesar Namgyal Wangchuck (2006-)
Economia:
La principale fonte di ricchezza è il settore primario: un’agricoltura di sussistenza (riso, mais, frumento, miglio, mele e arance), l’artigianato e lo sfruttamento di foreste provvedono al sostentamento di gran parte della popolazione (80%) e costituiscono circa il 45% del Prodotto Nazionale Lordo.
Arretrato risulta invece il settore industriale, che annovera sporadiche distillerie. Il Paese è ricco però di risorse idriche, che consentono rapporti commerciali produttivi con l’India. L’energia idroelettrica è la più importante risorsa del Paese, eco-sostenibile e rinnovabile.
In crescita è il settore turistico, privatizzato dal 1991, anche se il territorio, molto tortuoso, non permette la costruzione di efficienti infrastrutture: proprio questa carenza strutturale ha portato ad una regolazione dei n umeri di turisti ammessi nel paese. Il turismo bhutanese ha visto il suo avvio solo nel 1974 ed è un tipo di turismo che cerca in ogni caso di ridurre l’impatto negativo sull’ambiente e socialmente e culturalmente accettabile..
Negli ultimi anni il Bhutan è uscito dal suo stato di profondo isolamento e ha aperto i suoi confini al commercio con l’estero. Le maggiori esportazioni riguardano energia idroelettrica, prodotti lignei, minerali, prodotti ortofrutticoli e cemento. Le importazioni sono invece di prodotti essenziali come riso, sale, olio, petrolio e kerosene. I maggiori partner economici sono India, Bangladesh, USA, Pakistan, Francia, Giappone, Germania, Singapore, Corea del Sud. Lo Stato con cui il Bhutan ha rapporti più fiorenti è l’India: tra i due Paesi c’è un accordo di libero commercio.